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Lavori e Collaborazioni

Fin dai primi “vagiti” come fisioterapista ho collaborato con la UILDM, sezione laziale. In questa sede ho effettuato riabilitazione neuromotoria su pazienti affetti da patologie neuromuscolari, quali Distrofie muscolari, Sclerosi multipla, Parkinson, SMA (atrofia muscolare spinale), SLA (sclerosi laterale amiotrofica), Alzheimer e altre ancora.

La collaborazione si è estesa anche all’ospedale Israelitico di Via Fulda, grazie al quale ho ampliato la mia esperienza su pazienti neuromuscolari ed anche ortopedici. Qui ho imparato molto bene il concetto di team di lavoro, perché in questa struttura tutte le figure professionali, quali medico, infermiere, fisioterapista psicologo e assistente sociale collaborano per abbracciare in maniera completa e strategica un paziente.

Queste esperienze lavorative mi hanno permesso di stimolare le mie capacità empatiche, anche con pazienti particolarmente delicati e sofferenti. Mi hanno fatto ancor più confermato la mia passione per la salute e per la accoglienza e presa in cura e in carico di una persona in difficoltà.

Ed è proprio per questa sviluppo professionale, emozionale e voglia di curare che sono poi entrata nell’ospedale di riabilitazione San Giovanni Battista – ACISMOM. Un fiore all’occhiello di Roma della Riabilitazione neuromotoria, ortopedica e vascolare.

Più lavoravo nei reparti, tra cui per ultimo il day-hospital, ho capito quanto tutto questo non mi bastasse. Volevo dare di più alle persone malate. Mi rendevo conto che quel che avevo nelle mani non era ancora sufficiente. Così ho scoperto l’Osteopatia ed ho cominciato a studiarla mentre lavoravo.

Questo connubbio mi ha permesso di applicare le tecniche osteopatiche fin dall’inizio su pazienti anche molto delicati e “difficili”. E più studiavo e provavo più mi rendevo conto che questa era la mia strada. Anche la mia tesi di diploma finale è stata proprio su pazienti affetti da emicrania che erano in cura presso l’ospedale.

Così ho veramente scoperto quanto l’osteopatia fosse efficace ed efficiente. Quanto rispettasse l’essere umano e fosse nelle mie corde.

A questo punto è partito il mio vortice osteopatico perché ho cominciato a specializzarmi con vari corsi di aggiornamento e sono rimasta nell’ambiente della scuola di formazione, il CSOT, come assistente e poi come tutor e poi come insegnante di biomeccanica e di osteopatia cranio-sacrale.

E’ stato e continua ad essere un percorso in crescita. Confido sempre nella mia voglia di migliorarmi e nella mia capacità di comunicazione, dai neonati ai bambini ai ragazzi fino ad adulti ed anziani.

Non rinnego nulla di quello che ho fatto lavorativamente parlando, anzi vorrei sempre fare di più. Perché in campo “umano” l’esperienza fa la differenza!

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